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Epatite un nemico pericoloso
30 novembre 1999

IL FEGATO filtra le tossine presenti nel sangue e svolge almeno altre 500 importanti funzioni. Ecco perché l’epatite, un’infiammazione del fegato, può avere effetti devastanti sulla salute. L’epatite può essere causata da un eccessivo consumo di alcool da un accumulo di tossine.

Nella maggioranza dei casi, però, a causarla sono i virus. I ricercatori ne hanno individuati cinque e ritengono che ne esistano almeno altri tre.

Uno di questi cinque, il virus dell’epatite B (HBV), uccide da solo almeno 600.000 persone all’anno, all’incirca come la malaria. Oltre due miliardi di persone, quasi un terzo della popolazione mondiale, sono state contagiate dal virus dell’HBV e la maggioranza d’esse è guarita nel giro di alcuni mesi. Nel caso di circa 350 milioni di persone, invece, è diventata una patologia cronica e quindi per il resto della loro vita, che ne accusino i sintomi o meno, possono infettare altri.

Intervenendo in modo tempestivo e adeguato si può evitare che l’epatite cronica causi gravi danni al fegato. Tuttavia molti ignorano di esserne affetti dato che è possibile diagnosticare l’HBV solo facendo uno specifico esame del sangue. Da normali test di funzionalità epatica potrebbe non risultare alcuna anomalia. È per questo che l’HBV può agire come un killer silenzioso, colpendo senza preavviso. È possibile che i sintomi si manifestino molti anni dopo che si è contratta l’infezione. A quel punto potrebbe sopraggiungere la cirrosi oppure un tumore del fegato. A causa di queste malattie muore il 25 per cento di chi è affetto da HBV.

 

DI CHE EPATITE SI TRATTA?

Si conoscono cinque virus che causano l’epatite, e i tre più comuni sono chiamati A, B e C. Altri virus sono al vaglio dei ricercatori. In quasi tutti i tipi di epatite i sintomi sono simili a quelli dell’influenza e possono includere l’ittero. Molte persone, soprattutto i bambini, non presentano sintomi. Nel caso dell’epatite B e C, quando compaiono i sintomi il fegato potrebbe già essere gravemente danneggiato.

Il virus dell’epatite A è presente nelle feci della persona infetta. Può sopravvivere in acqua dolce, salata e nei cubetti di ghiaccio. Si può contrarre l’HAV...

  • mangiando frutti di mare crudi pescati in acque inquinate da escrementi umani o ingerendo acqua contaminata;
  • venendo a stretto contatto con una persona infetta, condividendo lo stesso cibo, bevendo dallo stesso bicchiere o usando le stesse posate;
  • non lavandosi bene le mani dopo aver usato il bagno, dopo aver cambiato un bambino malato o prima di cucinare.

L’epatite A si manifesta in forma acuta ma in genere non cronica. In quasi tutti i casi è l’organismo stesso a eliminare il virus nel giro di qualche settimana o mese. Non esiste una terapia standard, a parte il riposo e un’adeguata alimentazione. Alcol e farmaci che affaticano il fegato, come il paracetamolo, vanno evitati finché il medico non accerti che il fegato è completamente guarito. Chi è già stato colpito da HAV probabilmente diventa immune ma può contrarre altri tipi di epatite. Contro l’epatite A esiste il vaccino.

Il virus dell’epatite B è presente nel sangue, nello sperma o nelle secrezioni vaginali della persona infetta. Si trasmette quando questi fluidi penetrano nell’organismo di chi non è immune. Si può contrarre...

  • per via placentare (dalla madre infetta al bambino);
  • attraverso strumenti non opportunamente sterilizzati usati in campo medico e dentistico o per praticare tatuaggi e piercing;
  • condividendo siringhe, rasoi, limette o tronchesine per unghie, spazzolini o qualsiasi altra cosa su cui possa rimanere anche una minuscola traccia di sangue infetto che potrebbe penetrare nell’organismo attraverso una lesione cutanea;
  • attraverso i rapporti sessuali.

Le autorità sanitarie ritengono che l’HBV non si trasmetta attraverso gli insetti, la tosse, le strette di mano, gli abbracci, i baci sulle guance, l’allattamento al seno, condividendo lo stesso cibo, bevendo dallo stesso bicchiere o usando le stesse posate o stoviglie. Quasi tutti gli adulti si riprendono dall’epatite B acuta per poi diventarne immuni. I bambini piccoli rischiano fortemente di sviluppare un’infezione cronica. Se non viene curata, l’epatite B può portare a insufficienza epatica e anche alla morte. Contro l’epatite B esiste il vaccino.

Il virus dell’epatite C si trasmette in maniera simile al virus dell’epatite B, soprattutto attraverso lo scambio di siringhe infette. Contro l’epatite C non esiste alcun vaccino.Molti, per paura di essere discriminati, non si sottopongono al test per l’HBV o non dicono di essere malati

 

Epatite alcolica

L'epatite alcolica può essere considerata un passo intermedio tra la steatosi e la cirrosi epatica.

La valutazione di questo stato è insieme clinica e strumentale, nel senso che oltre i sintomi già spesso descritti negli altri quadri di epatite (febbre, astenia, ittero, dolore al quadrante superiore dell'addome destro, oltre che un aumento del volume del fegato stesso apprezzabile al tatto ed accompagnato da un certo dolore), è necessaria una conferma istologica della lesione.

Questa risulta essere presente ma non ancora di tipo cirrotico, e presenta caratteristiche tipiche e specifiche dell'alcolismo.

La malattia epatica alcol-correlata in Italia

L'attuale quadro dell'epatopatia alcolica in Italia è caratterizzato da:

  • alti consumi, soprattutto tra i giovani e i minorenni;
  • cambio delle modalità del bere (binge drinking e ricerca dello sballo);
  • prevalenza di uso eccessivo/abuso di bevande alcoliche (15-20% popolazione) e relativo danno epatico (6,5%, diverso secondo zone geografiche e grado d'istruzione);
  • evoluzione verso la cirrosi e l'epatocarcinoma (in particolare se presenti cofattori: diabete, obesità, sindrome metabolica, emocromatosi).

Come prenderci cura del nostro fegato?

 Non essendo ancora possibile intervenire in maniera mirata per risolvere alcuni tipi di Epatite la natura ci viene in aiuto.   Grazie alle proprietà depurative dell'Aloe possiamo aiutare meglio le funzionalità del nostro fegato.Secondo recenti ricerche mediche condotte in Europa orientale, la presenza di colina, il lipide biologicamente attivo nell'Aloe, sarebbe in grado di aiutare alcuni casi di epatite A,B e in alcuni casi anche C. Si è notato come l'uso continuativo di Aloe determina nelle cellule epatiche un miglioramento nelle loro funzionalità.

Il Gel di Aloe in ambito epatico viene utilizzato come epatoprotettore in particolare come protettote di agenti tossici epatici per la capacità di mantenere stabili le proteine intracellulari. Art. 15   Si consiglia l'assunzione minima di 40 ml. mattina mezzogiorno e sera .

 

 

   

Un altro valido aiuto lo troviamo nella Propoli che ha dimostrato di possedere proprietà antinfiammatorie  ed epatoprotettive. art. 27

Si consiglia due compresse al giorno

 

 

 

 

 

 

Unito alle proprietà dell'Acido Ialuronico potremo dare un valido aiuto per dare nuova vita al tessuto epatico si consiglia l'assunzione di due compresse al giorno

Art. 264

Possiamo anche dare un valido aiuto al nostro filtro per eccellenza attraverso le proprietà deglo Omega che troviamo nell'Artic Sea composto da Omega 3, 6, 9

art. 122

Si consiglia l'assunzione di 6 capsule al giorno da assumere 2 durante i tre pasti

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