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"Come ho sconfitto i mi..."
Il lavoro porta a porta si evolve nel N. M.
01 agosto 2012

Il lavoro del venditore porta a porta esiste in Italia da anni. Chi ha qualche anno di più come il sottoscritto, non può dimenticare quelle persone che suonavano il campanello e volevano parlare con la mamma o con il papà per proporre loro libri, corredi per la camera da letto e altri oggetti.

I tempi sono molto cambiati da allora: oggi, il classico venditore porta a porta è una persona che vende surgelati, enciclopedie o assicurazioni, ma viene visto sempre come un estraneo, come una persona che potenzialmente è un pericolo. Non per la figura del venditore in se, quanto perchè potrebbe essere un truffatore o peggio ancora. I giornali sono pieni di articoli su anziani truffati dal falso impiegato della banca piuttosto che della casalinga violentata. Diciamoci la verità: abbiamo sempre più paura ad aprire la porta ad uno sconosciuto. Questa è la prima difficoltà del venditore porta a porta.

Il secondo problema di questa attività è che deve fare tutto da solo. Il venditore porta a porta classico, guadagna le provvigioni unicamente sulle persone che contatta e che decidono di acquistare. Quindi non può sfruttare il così detto "Effetto leva".

La naturale evoluzione del porta a porta si chiama Network Marketing ed è un sistema regolamentato dalla Legge 173 del 17 Agosto 2005, la stessa che tutela i venditori porta a porta.

Il Network Marketing supera agevolmente i due ostacoli sopra esposti.
L'incaricato inizia a contattare le persone che conosce affiancato dal suo sponsor, che quindi non hanno paura ad incontrarlo. Oppure vengono invitate ad una dimostrazione assieme ad altri amici trascorrendo una serata diversa, divertente e scoprendo qualcosa di nuovo che potrebbe essergli utile.

Inoltre il nuovo incaricato può, come qualsiasi imprenditore, "assumere" nuovi collaboratori e quindi guadagnare anche sulle loro vendite. Naturalmente, come titolare d'azienda, deve formare ed assistere i propri collaboratori, aiutandoli nei momenti iniziali dell'attività.

Ho recentemente visto un filmato riguardante un meeting a livello mondiale della Forever Living, l'azienda per cui lavoro, che mi ha profondamente colpito.

Noi italiani ci lamentiamo della crisi, del fatto che non ci sono soldi, che la gente non spende ecc. ecc.
Normalmente queste sono scuse che generiamo per giustificare il nostro scarso impegno e quindi i risultati mediocri che otteniamo con questo tipo di attività. E' molto più facile dire che i prodotti costano, piuttosto che ammettere che abbiamo paura nel presentarli agli amici o ci vergognamo a dire che svolgiamo questa attività, come se fosse un qualcosa di sporco o illegale. Questi sono le cose che ci limitano.

In questo filmato si vedono e si ascoltano persone che vivono in Paesi dove la guerra è la quotidianità e nonostante questo raggiungono dei risultati straordinari. Si vedono donne che hanno costruito importanti reti distributive in paesi dove le persone di sesso femminile sono considerate esseri inferiori. Si vedono persone che lavorano in paesi dove colui che riesce a mangiare tre volte al giorno è considerato ricco.

Un esempio? Quattro anni or sono una donna, dopo aver assistito ad una presentazione dell'attività, torna a casa dal marito e dai tre figli. Spiega al coniuge che questa attività potrebbe cambiare la loro situazione economica in meglio. Hanno però un problema: non hanno i 300 Dollari necessari per acquistare il kit e cominciare a lavorare. Lo stipendio del marito basta appena per sfamarli. La signora è da tre anni che non si compera un paio di scarpe e i figli si riciclano i vestiti. Vanno a letto delusi e amareggiati e la signora non riesce a prendere sonno. Continua a rigirarsi nel letto, piangendo per l'opportunità che stà perdendo.
Al sorgere del sole, il marito si alza e lei è già in cucina a preparargli la colazione. Propone al marito di vendere la televisione per raccogliere i soldi per acquistare il kit iniziale. Non sono in grado di dire cosa abbia pensato il marito, ma penso che abbia visto negli occhi della moglie un qualcosa di inarrestabile e così ha accettato. Hanno venduto il televisore e lei ha iniziato a lavorare in Forever Living.

Oggi, a quattro anni da quel fatto, di televisori ne hanno quattro, uno per loro e uno per ogni figlio, vivono in una casa con piscina e sono i distributori numeri uno in Kazakistan. Questa donna si chiama Galiya Dospayeva e a febbraio a Budapest ha ricevuto un Profit Share di 335.524,91 Euro.

Cosa aveva questa donna di particolare? Il desiderio bruciante di dare un futuro ai suoi figli e non si è fermata davanti a nulla.

Profit Share

 

 

 

Questa è la foto di un collega della Nigeria, un paese dove la popolazione è tra le più povere del pianeta, ma mi sembra che questo l'abbia scoraggiato, anzi.

 

 

 

 

 

Hai anche tu un sogno? Sei disposto a lavorare duramente per raggiungerlo? Se la risposta è sì allora benvenuto nel mondo nel Network Marketing Forever Living.

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